Ottobre 2017

9 Ottobre 2017

A tutti voi che leggerete questa lettera: pace e bene. Ottobre è il mese dedicato in particolare alla missione; vorrei quindi offrirvi qualche informazione sulla missione che sto svolgendo nella Prefettura apostolica di Robe, con uno sguardo anche a qualche aspetto della situazione in Etiopia.

Dopo essere rientrato dopo un periodo trascorso in Italia, ho ripreso la mia consueta attività al servizio della parrocchia di Kofele, estesa quanto la diocesi di Padova, mentre la Prefettura apostolica ha un’estensione pari a circa 1/3 dell’Italia. Dalla settimana scorsa siamo solo in tre sacerdoti, perché padre Angelo Antolini, Prefetto apostolico, dal 10 settembre si trova il Italia; l’altro Cappuccino, padre Bernardo, che svolge il ministero part-time qui a Kofele , è partito la settimana scorsa per l’Italia. Delle tre Suore, due sono in vacanza, la terza è ammalata. Sono quindi solo. Potete vedere come si regge questa missione, ma sappiamo che è del Signore e la sua forza è lo Spirito Santo; quindi abbiamo fiducia.

La situazione civile e politica

L’11 settembre è cominciato il nuovo anno civile in Etiopia, che segue un calendario particolare; infatti siamo entrati nell’anno 2010. In questo mese riprendono anche le scuole: prima la registrazione e poi l’avvio delle lezioni. Qui a Kofele la Prefettura gestisce la scuola dell’infanzia con 250 bambini e la scuola elementare con 505 alunni; in grandissima maggioranza sono musulmani.

Il 27 settembre abbiamo celebrato, anche con vacanza civile, la Festa della Santa Croce unitamente alla Chiesa copta (è l’equivalente alla Festa dell’Esaltazione della S. Croce del nostro calendario liturgico il 14 settembre). Io mi sono recato a celebrare l’Eucaristia a Kokkossa.

Il I° Ottobre si è tenuto il grande raduno annuale  degli Oromo nei pressi di Bishoftu, a circa 50 Km sud di Addis Abeba (che essi chiamano Finfinne). Gli Oromo sono l’etnia più numerosa dell’Etiopia (oltre i 40 milioni ), con lingua, tradizione e organizzazione sociale e di governo particolare chiamata “Gadaa“, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Il raduno – chiamato Irreechia – ha un carattere religioso (religione naturale con credenza in Dio Creatore) e culturale. Al raduno hanno partecipato diversi milioni di Oromo provenienti da tutta la vasta regione dove abitano e dove anche la Prefettura è situata. L’anno scorso il raduno è stato funestato da scontri con le forze militari provocando decine di morti. Quest’anno, grazie a un dialogo e accordo tra Governo Federale e Autorità della Regione Oromo, senza la presenza di militari, il raduno si è svolto pacificamente. In parrocchia avevo fatto pregare per questo. È stato un segno molto positivo.

Un problema molto serio è invece il conflitto che si è acceso tra i Somali (che abitano in Etiopia dove costituiscono una Regione particolare) e gli Oromo che in cerca di terre e acqua per il bestiame si erano stabiliti tra i Somali. Purtroppo vi sono stati diverse vittime. Le migliaia di Oromo fuggiti o espulsi dai Somali sono stati accolti in situazioni precarie nelle diverse città dell’Oromia, anche qui a Kofele. Speriamo e preghiamo perché si giunga a una convivenza pacifica.

Altra situazione particolarmente grave è quella del campo profughi situato nella regione di Gambella, dove sono confluiti centinaia di miglia di sudanesi fuggiti dalle violenze del Sud Sudan .

Un’informazione sul dramma che vi si sta vivendo è stata scritta da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera del 7 ottobre, mettendo in rilievo la presenza e l’attività del CUAMM e di don Dante Carraro, oltre che il proselitismo dell’Islam, sostenuto dall’Arabia Saudita.

Cura pastorale ed evangelizzazione

In parrocchia si svolge l’attività di cura pastorale ordinaria per i battezzati e si approfondisce la formazione dei catecumeni. Nel periodo che sono solo, vado a celebrare l’Eucaristia il sabato a Kokkossa  a 60 Km; e alla domenica celebro nelle tre comunità di Gode a circa 16 Km (h. 7.30 ), Denda (h. 8.45 ), a 13 Km , e a Kofele (h. 10.30 ). In questo periodo di piogge intense le strade – tutte non asfaltate – sono fangose e  piene di buche, per cui ci vuole più tempo a percorrerle e in alcuni tratti si rischia di restare piantati in qualche buca  fangosa.

A Kokkossa la comunità avviata con i primi battesimi l’anno scorso, sta crescendo visibilmente. Ora abbiamo a disposizione una Cappella che la domenica si riempie fin oltre un centinaio di persone tra adulti e bambini; alcuni di loro per arrivarci fanno anche un’ora di strada a piedi. Possiamo così celebrare meglio l’Eucaristia, con 4  giovani lettori e accoliti. Al sabato c’è l’incontro di formazione per i catecumeni, circa 40, portata avanti dal catechista Jamaal. Giovedì prossimo sarò io a incontrarli per la preghiera e la catechesi, visitando poi alcune famiglie.

Il 1° ottobre, dopo la S. Messa, abbiamo offerto la colazione: una pagnotta di pane e thé; erano circa 130; da come mangiavano si capiva che il  cibo nelle loro capanne non dev’essere abbondante.

Dopo la colazione ho inaugurato la Tombola con i ragazzi e i giovani; prima abbiamo spiegato il gioco, distribuito le cartelle e iniziato il gioco fino a tre Tombole.  Vi hanno partecipato con entusiasmo e felici per le vincite: sandali e cibo. A tutti i bambini abbiamo distribuito caramelle. Penso di proporre questa iniziativa: colazione e Tombola ogni mese. Ci vuole poco per renderli contenti. Il 21 e 22 settembre si è tenuto a Adaba, presso don Giuseppe Ghirelli, presbitero fidei donum di Anagni, un incontro della Commissione pastorale. Abbiamo trattato questi temi: Itinerario per la formazione di catechisti e animatori di comunità; itinerario per i catecumeni; ottobre missionario e celebrazione della Giornata missionaria mondiale. Potete comprendere che siamo allo stadio di “ plantatio ecclesiae “.

Il 4 ottobre abbiamo celebrato a Kofele la festa di S. Francesco, patrono della parrocchia, celebrazione seguita da un “ rinfresco “: dolce e bibite non alcooliche .

Questa settimana riprendo la Scuola per catechisti che vengono anche dalle comunità di Gode e Denda. Nella prima parte, tratto temi di vita spirituale; nella seconda parte leggiamo e commento i Discorsi di Gesù nel Vangelo secondo Matteo. Dopo aver studiato il Discorso della Montagna, ora prendiamo in considerazione il Discorso missionario.

Promozione umana

Insieme con l’opera della prima evangelizzazione e intimamente collegata con essa cerchiamo di venire in soccorso alle situazioni di grande povertà: salute, alimentazione, indumenti e abitazione. Il valore-guida è “l’opzione preferenziale per i poveri“ nel suo profondo significato cristologico, in quanto Cristo si è identificato con i poveri. Cerchiamo di superare l’assistenzialismo, eccetto i casi di estrema necessità e urgenza. Diamo loro un piccolo “capitale“ iniziale: pecore, carretto con asini …; da cui possono trarre delle risorse. Con un dirigente del Segretariato cattolico che si occupa dei problemi sociali, stiamo pensando a un programma di aiuto all’emergenza alimentare.  Giovedì apriremo un conto in Banca dove depositeremo la somma delle offerte raccolte durante la S. Messa. Abbiamo costituito un nucleo di Consiglio pastorale e con le loro conoscenze e suggerimenti determiniamo come distribuire gli aiuti ai più poveri e malati.

Un’iniziativa importante che abbiamo realizzato nell’ultima settimana è la distribuzione di quaderni ai ragazzi e aiuto per la divisa.

Per comprenderne l’importanza occorre tener presente che i ragazzi per frequentare la scuola devono avere i quaderni a righe e quadretti, il cui numero è determinato dal gradi scuola che frequentano; devono inoltre indossare  la divisa della scuola. In questo ambiente estremamente povero, non tutti hanno la possibilità di acquistare quaderni e divisa,  per questo non vanno a scuola. Noi invece ci teniamo che tutti quelli che vengono nella comunità cristiana e altri ancora, che ci chiedono aiuto, possano frequentare la scuola.

Sono queste alcune informazioni della missione, che affidiamo alle vostre intenzioni di preghiera in questo mese di ottobre. Io prego e la domenica faccio pregare perché “il Signore mandi operai alla sua messe“ che è abbondante, ma con pochissimi operai.  Grazie di cuore, con l’assicurazione del mio ricordo per tutti voi dinanzi al Signore.

Vescovo (Abuna) Antonio

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