Sulla strada quanti incontri!

Carissimi,

è sabato 14 maggio e abbiamo in programma la visita ai catecumeni della città di Kokossa per la preghiera e la catechesi in preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana, che proprio nella solennità di Pentecoste (qui sarà il 19 giugno) riceveranno il battesimo. Personalmente ho seguito l’ultimo tratto del loro percorso formativo, tutto dettato dalla semplicità dei luoghi, dalle immense distese di erba verde che ci circondava, e noi sotto una tenda eretta per ogni occasione. Una piccola comunità che parte, non costruisce mura, ma annuncia la bellezza del Regno di Dio, leggero, come il soffio dello Spirito che ho raccolto dentro di loro. Accampati sulla riva di questo mare verde, pronti a salpare in ogni istante.

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Sono rientrato da poche settimane e mi dicono che il fuoristrada non è in buone condizioni! Oggi si rischia un po’ più del solito, la strada infatti a causa delle forti piogge in alcuni tratti è molto fangosa, se non sommersa totalmente dall’acqua. Ci affidiamo all’aiuto del Cielo e a Matthew, il fratello cappuccino, che è un abile autista; con noi oggi viaggia anche Jamal, un catechista.

Dopo la partenza ci uniamo in preghiera, ci prepariamo per la catechesi e condividiamo le intenzioni della giornata. Dopo alcuni chilometri la strada purtroppo è quasi interamente allagata, c’è solo uno stretto passaggio, dove si potrebbe tentare di passare. Un camion è finito nel fango ed si è bloccato; cosi pure un minibus con molte persone a bordo. Scendiamo e facciamo una ricognizione e fratel Matthew decide di tentare e con grande abilità riesce a passare il guado.

Ci fermiamo e uno dei guidatori del minibus ci chiede di aiutarlo a uscire dal fango dove si trova da ieri sera. La nostra macchina si avvicina con precauzione; attacchiamo una corda al minibus e Matthew, dopo alcuni tentativi, riesce a trascinare fuori il minibus. Un’impresa! Tutti i presenti, numerosi, applaudono contenti. Se non che il motore della nostra macchina si spegne improvvisamente. Ed è allora che il conducente del minibus che ci soccorre.

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È stato un bel gesto di solidarietà reciproca e tutti ci hanno ringraziato di cuore e col sorriso sulle labbra. Ripartiamo ad andatura molto lenta, la strada sterrata continua ad essere fangosa, ma confidiamo; un po’ alla volta comunque, man mano che avanziamo le condizioni della strada migliorano e non piove più. Dopo una decina di chilometri ci fermiamo a salutare Israel, un cristiano che ha eretto una casa-cappella, dove qualche volta ho celebrato e una volta ci ha soccorso col suo carretto. Condividiamo un po’ di latte, due parole, e preghiamo insieme il s. Rosario, affidando a Maria i nostri catecumeni. Mi apparto un po’, ritrovo un po’ di silenzio dopo queste ore di viaggio molto impegnative… ma solidali, ringrazio il Signore! Ripasso gli appunti sulla catechesi che devo tenere, chiedo e consulto Jamal sul mio scritto in lingua locale, l’oromo, se l’espressione va bene, se è giusta…

Gli Atti degli Apostoli qui li raccolgo a piene mani e con i miei occhi li vedo nuovamente scritti e realizzati.

Partiti alle 6.30 arriviamo a Kokossa dopo oltre tre ore, percorrendo una distanza di circa 60 km. Il gruppo ci attende sotto la tenda e dopo i saluti e i “convenevoli”, cominciamo la preghiera. Quindi spiego loro la prima parte del Padre nostro e ripassiamo i dieci comandamenti. Al termine recitiamo le invocazioni riservate ai catecumeni e li esortiamo ad essere fedeli e perseveranti. Poi Jamal, il catechista, spiega loro alcune cose pratiche e si informa sull’andamento del micro credito. Un’iniziativa particolare e bene accolta e condivisa. Questa esperienza risale al 24 marzo, e consiste in questo: dopo aver scelto i più poveri, e sono risultate dieci donne, abbiamo dato a ciascuna di esse 1000 birr (l’equivalente di circa 35-40 euro), con i quali esse hanno comperato una pecora, ma con l’impegno di riconsegnare, entro un anno, un agnello o qualcos’altro che, a sua volta, verrà consegnato a un altro povero.

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Al termine della catechesi abbiamo pensato di visitare la famiglia di una catecumena, assente quel pomeriggio, perché suo padre era morto. Fino a un certo punto abbiamo fatto il percorso con la jeep, poi era impossibile perché si scendeva in una valle dove scorreva un fiume e non c’era il ponte. Siamo andati a piedi per circa mezz’ora tra salite e discese sconnesse, fino ad arrivare alla capanna dov’era il defunto. Era la seconda volta, in questi mesi, che partecipavo a un lutto familiare. Come da tradizione non siamo entrati nella capanna, ma ci siamo seduti su di una panca all’esterno a dialogare con gli uomini. È uscita la figlia catecumena, mi ha abbracciato e si è seduta accanto a me. Il papà aveva 46 anni e abbiamo pregato per lui. Sono quindi arrivate un gruppo di donne cantando delle lamentazioni e ad esse si è unita la figlia e sono entrate nella capanna. Siamo rimasti ancor per poco; abbiamo poi pensato di lasciare un piccolo aiuto alla famiglia per questo momento, ho salutato e siamo ripartiti.

La nostra visita è stata ben accolta e molto apprezzata specie per aver condiviso fraternamente e nella fede questo momento doloroso. Nel ritorno ci ha accompagnato un uomo del villaggio indicandoci così un percorso migliore, è stato molto gentile! Jamal, da buon catechista, ha parlato con lui, spiegandogli chi siamo… Jamal non si è lasciato vincere in generosità e ha fatto già il primo annuncio, un vero esempio per me!

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Gli Atti degli Apostoli qui li raccolgo a piene mani e con i miei occhi li vedo nuovamente scritti e realizzati. In risposta quell’uomo ha detto che verrà agli incontri di preghiera e catechesi. È attraverso questi gesti e incontrando le persone camminando per la strada che si apre la via al Vangelo. Abbiamo ripreso la strada del ritorno a Kofale, non senza recitare un altro rosario, affidando a Maria, donna della prima evangelizzazione, la fatica e la gioia di questo giorno. La pioggia ha smesso e siamo andati un po’ più veloci; eppure la giornata non era ancora finita! Infatti dopo pochi chilometri prima di Kofele l’auto si è arrestata per un problema di batteria e del filo elettrico che fortunatamente siamo riusciti a risolvere. Per la strada abbiamo mangiato un tozzo di pane che avevamo portato in una bisaccia insieme con una borraccia di acqua. È stata una giornata veramente intensa, ricca di tanti incontri, colmi di vita e di luce, di umili annunci di fede e di pace. La presenza del Risorto era invisibile, ma l’abbiamo ben avvertita e toccata con mano nel cuore di fratelli e sorelle che il Signore ci ha posto accanto.

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Un pensiero riguardo “Sulla strada quanti incontri!

  1. Che bello leggere la strada di vita che sta percorrendo il nostro amatissimo Vescovo Antonio. Ci trasporta in un mondo a noi sconosciuto, pieno di insidie , ma tanto amore. Caro Padre Vescovo che Iddio ti dia la forza, la salute per trasmettere a tanti fratelli la BUONA PAROLA. Un abbraccio

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